IL MARKETING DEI COLORI

Perchè si parla di marketing dei colori? Che legame esiste tra i colori ed il marketing e tutta la fase di vendita? La scienza insegna che il colore non è altro che un’elaborazione visiva generata da segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello. La percezione visiva, dunque, è capace di provocare risposte emotive ed atteggiamenti psicologici diversi. Il colore è una sensazione che ha effetti sul nostro organismo e sul nostro atteggiamento psicologico.

La scelta di un colore per un brand è una fase molto delicata e importante in ottica di marketing, infatti esiste una relazione tra percezione emozionale dei colori e scelta dei nostri acquisti.

E’ stata elaborata un’infografica, dalla quale si è potuto evincere che quando si attua una strategia di marketing, è essenziale considerare che i consumatori, a proposito dell’acquisto, pongono l’aspetto visivo notevolmente al di sopra di qualsiasi altro aspetto (93%). L’85% degli utenti dichiara di preferire l’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro, esclusivamente in base al colore.

A proposito di visual marketing, uno studio della Cornell University ha evidenziato come il colore è fondamentale anche nei cibi. Durante il pranzo di una riunione in un college, sono stati serviti in self-service degli spaghetti al pomodoro in piatti di colore bianco e rosso. Pesando le porzioni, si è arrivati alla conclusione che, chi ha ricevuto il piatto rosso ha caricato una quantità maggiore di spaghetti (22% in più) rispetto a coloro che si sono serviti con il piatto bianco, mangiando quindi 35g di pasta in più. Il colore ha un potenziale strategico, comunicativo e di vendita in tutti i settori, anche in quello gastronomico.

Anche nelle pubblicità vengono utilizzati i colori a seconda del target di riferimento sulla base di un’attenta analisi psicologica. Se si confrontano infatti i colori usati nelle pubblicità per i bambini e quelli utilizzati per il pubblico di mezza età, i colori usati sono completamente differenti. Fare leva sulla psicologia umane è una scelta strategica poiché migliora il tasso di conversione.

E’ possibile analizzare i colori più persuasivi in ottica di marketing e vendite, ad esempio: il rosso è il più usato per comunicare prezzi scontati ed occasioni da cogliere al volo, il blu è utilizzato per trasmettere affidabilità o il giallo, che trasmette affidabilità da una parte, dall’altra può essere considerato come un colore aggressivo, è uno dei colori più usati negli allestimenti delle vetrine per la sua capacità di attrarre l’attenzione.

Anche nel web marketing, insieme a fattori importanti come velocità e navigabilità, si pone molta attenzione al design e quindi ai relativi colori utilizzati. Il colore, ha la capacità di attirare specifiche categorie di acquirenti e di influenzarne le abitudini di acquisto.

Una componente essenziale di un qualsiasi progetto di design è caratterizzata dalla presenza dello spazio bianco. Il termine spazio bianco indica quel margine che separa visivamente immagini, paragrafi e così via, dando equilibrio ed armonia al progetto grafico. Lavorare con gli spazi bianchi significa far prendere forma al concetto di minimalismo, potendo così: mettere in risalto determinati elementi della pagina, migliorare la leggibilità dei testi, evitare il sovraccarico e la confusione giocando sulla vera psicologia dei colori.

Isabella Ippolito – Text Editor

DIGITAL MARKETING & RETAIL: BINOMIO VINCENTE

Il punto vendita gioca, ancora oggi, un ruolo fondamentale; ma solo se associato al digitale.

Il 50% dei consumatori preferisce ancora il retail, se non altro per toccare con mano ciò che desidera acquistare. Ma il negozio deve essere anche moderno, quindi digitale.

Le nuove tecnologie on line aiutano a mantenere le relazioni con il cliente, anche fuori il punto fisico, tramite info continuamente aggiornate.

Aumentare la pedonalitá tramite i Big Data é possibile? Certamente: il 97% delle ricerche di beni o servizi viene effettuato su Google (oggi rappresenta il vecchio elenco categorico cartaceo, le Pagine Gialle ad esempio). Gli utenti trovano on line un prodotto, e si recano nel punto vendita più vicino per l’acquisto.

Il digitale rappresenta, ormai, il “digital journey” del consumatore, con particolare riferimento alla possibilità di scegliere un negozio a colpo sicuro, successivamente comprerà con tranquillità anche nel suo store digitale.

Infine, grazie a questa attività, un negozio può tracciare i gusti della propria clientela e quindi modellare le proprie forniture.
Ovviamente una tecnologia affidabile é alla base di tutto: permetterà di elaborare i processi di raccolta ed analisi dei dati in modo chirurgico e quindi di mappare le strategie di marketing del punto vendita fisico.

Alessandro Patanella – CEO

CHATBOT: INNOVAZIONE ESSENZIALE PER LE AZIENDE.

In un momento in cui le aziende investono molto su sistemi di Intelligenza Artificiale, il ChatBot rappresenta un cambiamento che modificherà i processi interni ed esterni e le interazioni di queste, pubbliche o private che siano. Il ChatBot è un servizio che permette agli utenti di interagire via chat, senza l’intervento umano e può riguardare una serie di argomenti e applicazioni di vari settori.

Se si pensa ai sistemi di intelligenza artificiale come Siri di Apple o Google Now, assistenti digitali che cercano di migliorare l’esperienza dell’utente attraverso il linguaggio umano, i chatbots, oltre ad analizzare e riconoscere i comandi vocali, rispondono al testo.

Oggi le persone usano le chat più dei social network e chiunque abbia un business online vuole essere dove sono i propri clienti, fidelizzati o potenziali, quindi, gli impieghi del chatbot sono innumerevoli, dai CRM avanzati ai sistemi di informazione su news, offerte e promozioni.
Il più comune uso del chatbot è legato al servizio clienti, quindi, se i clienti di un’azienda hanno problemi o domande frequenti, lo sviluppo di un chatbot è un processo di semplificazione ed ottimizzazione, attivo 24 ore su 24.

Si può prendere in considerazione una piattaforma creata per poter realizzare il Bot, ad esempio, della propria pagina Facebook, configurarlo e pubblicarlo, che consente di aggiornare i lettori o lanciare offerte senza uscire da Messanger. Il chatbot permette di far incontrare il brand e l’utente. Questa piattaforma consente la personalizzazione del messaggio di benvenuto, l’invio delle notifiche push, la gestione dei messaggi, la presenza di un carrello di acquisto, l’analisi dei topic, l’analisi della pagina Facebook e tanto altro.

Il 2017 è considerato l’anno del boom dei chatbot, e solo una minima parte delle interazioni avverrà attraverso l’intervento umano, quindi, tutto il resto sarà gestito da questi tipi di software automatizzati. Oggi c’è un elevato incremento della progettazione di software per chatbot, e ciò indica che questo è il momento giusto per implementare il proprio business facendo differenza con la concorrenza.

Vi piacerebbe dare questo servizio ai vostri clienti?
Scrivete a ciao@ethycadigital.com

Enzo Cicero
Senior Developer

TOP MOBILE MARKETING TREND PER IL 2017

E’ arrivato il momento di abbandonare le scuse concentrate sulla crisi economica; è ora di mettersi a studiare per diventare competitivi su un mercato sempre più globale e concorrenziale. L’anno appena trascorso è stato quello che ha avuto come protagonista il mobile first, una tendenza che certamente crescerà anche quest’anno.

Non importa cosa state vendendo, dall’abbigliamento ai salumi o le collane, qualsiasi tipo di negozio voi abbiate, é vitale studiare il marketing in tutte le sue forme perché è la base dell’imprenditoria; nessun imprenditore può più permettersi il lusso di non conoscere le fondamenta del marketing.

I tempi in cui era sufficiente produrre un ottimo prodotto per vendere sono finiti, oggi un imprenditore per avere successo deve avere delle competenze multiple nei vari campi dell’attività con un occhio speciale alle varie strategie di marketing; è quindi utile conoscere quelle che saranno le tendenze che domineranno il mondo del mobile marketing per questo 2017:

Instagram Ads
Mai come adesso, le immagini divengono un vero e proprio linguaggio visivo, capaci di sedurre i consumatori. Un esempio è dato da Instagram Ads, un’applicazione che originalmente era nata per la condivisione di fotografie, e che oggi riveste un ruolo fondamentale per la visibilità dei marchi online. Assisteremo certamente, ad una crescita dinamica di Instagram, grazie allo sviluppo di nuovi formati pubblicitari.

Video sempre più protagonisti
Accanto alle immagini, a ricoprire un ruolo sempre più importante, saranno i video, sia che si tratti di advertising sia in termini di real time marketing. Nello specifico, i video live, grazie alla velocità di internet e all’uso degli smartphone, consentiranno agli utenti di servirsi, in diretta, di contenuti selettivi, che prima dell’avvento dei social, erano impossibili da raggiungere. Inoltre gli annunci in formato video costituiranno il futuro dell’adversiting. È bene, per il 2017, includere nel vostro piano mobile marketing una vera e propria strategia connessa al video content.

Lo shopping si fa con le app
Per coloro che operano nel settore delle vendite online, sarà indispensabile, sviluppare un’app, per facilitare la vendita di servizi e dei propri prodotti online. Una scelta indispensabile perché, le app facilitano e velocizzano l’esperienza di navigazione degli utenti. Tuttavia, se non desiderate sviluppare un’applicazione è possibile ottimizzare nel miglior modo il vostro sito per i dispositivi mobile.

Il 2017 è l’anno del proximity marketing
Basato sui dispositivi beacon, si chiama marketing di prossimità ed esso si sposa con il mobile marketing !
I dispositivi beacon, sono tra i più noti strumenti di proximity marketing. Essi consentono di catturare il cliente quando è nelle vicinanze, per mezzo di notifiche push che costantemente tengono aggiornati i consumatori, su novità ed offerte vicine e intorno a voi. Questa tecnologia consente di apportare non solo un considerevole vantaggio nel coinvolgere (engagement) i propri clienti che si trovano nelle prossimità della vostra attività commerciale, ma vi consentirà di registrare un aumento delle vendite.

Multi device marketing
Nel pianificare la vostra campagna marketing per il 2017, è preferibile tenere in considerazione non solo gli smartphone, ma anche dispositivi come i tablet, gli smartwatch e le smart Tv. Tutti questi dispositivi vi consentiranno di comunicare in maniera flessibile.

Alessandro Patanella – CEO

Marketing Moments

Il 2016 viene considerato l’anno dell’innovazione della tecnologia, attraverso le iniziative di branding che stanno costruendo la storia del marketing management. E’ stata creata, infatti, una top ten dei marketing moments che hanno segnato l’anno trascorso e che segneranno l’anno che sta per iniziare.

Si assiste ad una delle acquisizioni più costose, dove, la produttrice britannica di birra AB InBev si fonde col colosso SAB Miller.
Questa acquisizione, ha dato vita ad una produzione di 60 miliardi di litri di birra annui e ha comportato una scossa nel mercato del settore.

Altro passaggio importante, è quello della sperimentazione di marketing attuata dagli artisti per i propri fan, come l’uscita del sesto album di Beyoncè che includeva un visual album accompagnato da un film di un’ora, a prova del fatto che il mercato discografico sta rinnovandosi.

Uno dei successi della pubblicità è quello dello spot per Kenzo. Uno spot fuori dagli schemi, grazie al carisma della protagonista.
Anche gli eventi sportivi vengono ricordati tra i marketing moments come quelli delle delle olimpiadi di Rio.

Mark Zuckerberg, al momento in cui ha svelato che la tecnologia Oculus sarebbe stata utilizzata alla base del Samsung VR, il primo effetto di questo lancio è stato quello di rivoluzionare la possibilità di sperimentazione da parte delle agenzie per le campagne di marketing.

Il 2016, ha accolto anche una delle campagne presidenziali più social dei tempi. Trump si è auto-promosso attraverso i social, per poter vincere, nonostante post discutibili e le frasi sessiste.

La possibilità data da Facebook dei live video è da considerare un altro marketing moment, incluso nella top ten. Anche le foto a 360° sono diventate una realtà nuova all’interno dei social che è stata sfruttata da grandi brand come IKEA.

Viene sfruttata, nell’anno appena trascorso, tramite l’app Pokèmon go (App che ha raggiunto milioni di download), la strategia dell’inserimento di sponsor come quello di Starbucks all’interno dei videogames.
Grande successo, che è ancora all’inizio dell’evoluzione, è stato riscosso da Snapchat Inc. Questa startup ha costretto grandi piattaforme come Facebook a nuovi trend di condivisione.

I bot, sono una realtà che stiamo imparando a conoscere quest’anno, ma che decollerà il prossimo, grazie all’automazione dei nostri task giornalieri. Sono state mostrate realtà fatta di comandi vocali per la gestione della casa, infatti, ci si chiede come queste innovazioni verranno attuate dai grandi brand, nel 2017.
Marcello Terrana – CPO

2017: nuovi trend di business da seguire.

La nuova generazione, cresciuta proporzionalmente con il digitale, rappresenta il più grande gruppo di consumatori delle innovazioni tecnologiche. Appunto per questo, i trend di business per l’anno che sta arrivando, stanno attuando alcuni cambiamenti a proposito di strumenti tecnologici, crescita delle piattaforme eCommerce, marketing sui social e molto altro, perché le imprese, molto presto, dovranno occuparsi di questo nuovo tipo di pubblico nonché nuovo flusso digitale di entrate economiche. Il primo di questi cambiamenti è sicuramente quello dell’innovazione delle piattaforme che permettono la vendita di prodotti o servizi, oggi vitali per le aziende che vogliono emergere nel mondo del mercato e competere ad alti livelli. Avere un personal branding è fondamentale per la crescita del business poiché internet, oggi più che mai, ha aperto una spietata competizione tra esperti di vario settore. Un’altra innovazione è data dall’assunzione dei dipendenti da remoto. Il mondo digitale presenta un’abolizione della monotonia del lavoro in sede, con la possibilità di collaborare a distanza, assumendo vari talenti dal digitale, ricredendosi sulla cattiva opinione sui ragazzini della nuova generazione, considerati svogliati, ma, invece molto interessati e preparati a questo nuovo mondo in continua evoluzione. Il 2017, sarà anche l’anno del progresso dei negozi online. I costi di spedizione hanno un potere decisionale sui clienti, perché si è disposti ad aggiungere elementi nel carrello per ottenere la spedizione gratuita. In via di sviluppo è anche il mCommerce (mobile Commerce) e il social commerce, che permette l’acquisto online tramite smartphone, considerando che gli acquisti da smartphone nel 2016 superano i 44 miliardi. Il progresso è dato anche dal Business Intellingence che darà un aiuto alle PMI. Per BI si intende una serie di procedure aziendali per la raccolta e l’analisi dei dati, e attraverso un software, è possibile raccoglierli trasformandoli in informazioni per lo sviluppo del business. Figura indispensabile per questo studio statistico sono i data analyst. Come detto sopra, il pubblico a cui ci si rivolge adesso, è la nuova generazione. Questo implica la ricerca di aziende attente al sociale, che si preoccupano della salute del pianeta anche attraverso i prodotti consumati. Non a caso è stato coniato il termine “Green Business”, che ha portato le aziende a creare prodotti specifici per la realizzazione di questo obiettivo. Il nuovo anno sarà, probabilmente, anche l’anno in cui verranno inseriti video funzionali per risolvere i problemi presentati dai clienti. Il video sta diventando fonte essenziale di informazioni, poiché in pochissimi secondi può esprimere la mission di una azienda. Infine, una importante novità sarà rappresentata dalla riduzione del tempo speso davanti la casella di posta nell’attesa di una risposta da parte dell’interlocutore attraverso l’introduzione di strumenti di comunicazione tra gruppi di utenti. Non si avrà, quindi, un completo abbandono delle e-mail ma un’ottimizzazione dei tempi.

Isabella Ippolito

IoT – Internet Of Things

L’estensione di internet nel mondo degli oggetti.

Siamo davvero sicuri che la rete si limiti ai device che abbiamo ad oggi in uso?
L’internet delle cose é già evoluta, nonostante molti di voi non ne hanno consapevolezza.
Gli oggetti prendono VITA. Si rendono riconoscibili, acquisiscono intelligenza artificiale (AI), comunicano fra di loro per un obiettivo comune.
Sveglie che suonano in anticipo in caso di traffico per raggiungere il posto di lavoro, scarpe da ginnastica che trasmettono ed elaborano i percorsi ad un software, vasetti delle medicine che avvisano i tuoi familiari se hai dimenticato di assumere un farmaco; l’obiettivo finale é far sì che in modo digitale si tracci una mappa reale della nostra vita. In modo parallelo al web semantico, che molti di voi utilizzano ogni giorno: SIRI.

Tramite l’RFDI (Radio Frequency IDentification) possiamo decidere di rendere un oggetto capace di rispondere ed interrogare a distanza e quindi essere assimilabile a qualsiasi piattaforma di gestione.

L’indotto del settore é veramente importante: più di 750mila persone, nel mondo, lavorano allo sviluppo delle innumerevoli applicazioni di questa nuova tecnologia.

La Lab di Ethyca (oggi anche IBM, Microsoft, Apple, C3 IoT, B-Scada) lavora sullo sviluppo della tecnologia IEEE 802.15.4, che prevede due distinte tipologie: RFD (Reduce Function Device) ed FFD (Full Function Device); la seconda, come si intuisce, permette di interagire con qualsiasi panel di controllo.

Siete ancora convinti che internet sia ridotto al sito o ai social?

Alessandro Patanella – CEO

LA SENTIMENT ANALYSIS: COS’È E A COSA SERVE ?

Tecnicamente stiamo parlando di un’applicazione di “data mining” ai social network. Ma andiamo per ordine. Cercherò, attraverso un linguaggio semplice, di aiutarvi a meglio comprendere cosa si intenda per “data mining”. Con questa espressione si intende quel processo di estrazione di conoscenza da banche dati di grandi dimensioni, tramite l’applicazione di algoritmi che riescono ad individuare tutte le associazioni “nascoste” tra le informazioni e le rendono visibili. Fondamentalmente, si tratta di un metodo di analisi che raccoglie in tempo reale, le reazioni degli utenti dinanzi ad un qualsiasi evento, sia esso locale o globale. La “Sentiment Analysis” rappresenta un preciso strumento per individuare ed ascoltare le conversazioni on line, fornendo alle aziende una rappresentazione ed un’interpretazione del mercato concreta ed empirica. Le aziende, attraverso l’utilizzo della Sentiment Analysis, sono in grado si risalire ad una definizione veritiera sulla reputazione del brand e sul soddisfacimento dei suoi prodotti.
Questa analisi, avviene attraverso perfezionati software di elaborazione del linguaggio, che in modo costante, raccolgono dati da diverse piattaforme come quelle dei social network più famosi, dai blog, dai forum, o dai siti di annunci.

Pierangelo Saia

Social media

Social media: come influenzano l’eCommerce durante il Natale
Il lato social dello shopping natalizio: marketing emozionale e mobile strategy. Tenendo in considerazione come i comportamenti d’acquisto hanno notevolmente influenzato le abitudini dei consumatori, fare shopping è diventato molto più semplice, quindi, perché non fare gli acquisti Natalizi online?
Ci si affida all’e-commerce, dando la possibilità agli utenti di poter fare shopping stando comodamente sdraiati sul divano di casa, non essendo, quindi, obbligati a recarsi in un centro commerciale. La Social Media Manager, Alexia Altieri, ha scritto un articolo a tal riguardo, dove vengono spiegati alcuni consigli e che io ho, piacevolmente, rielaborato..

Dati statistici raccolti da Google, constatano che il 76% delle persone che cercano prodotti e servizi, da smartphone o altri dispositivi mobili, visitano lo store entro un giorno ed il 28% degli utenti acquistano online. I dispositivi mobili, accanto ai social media che orientano l’utente all’acquisto, incrementano notevolmente l’e-commerce.
Di rilevante importanza, per chi eroga il servizio, è l’uso dei social media, che non fa altro che influenzare l’utenza all’acquisto, e il marketing emozionale, che crea col tempo un legame tra brand e cliente, suscitando nel consumatore il desiderio di possedere quel determinato prodotto.

Gli utenti, su Facebook, sono propensi a fare click su annunci riguardanti la propria area geografica, su Twitter, è di notevole importanza la reattività, in quanto, gli utenti aspettano un feedback immediato. Ciò che invece lega social media e marketing emozionale, è rappresentato da Instagram.
Il lato emotivo è il più incisivo nelle scelte di acquisto perché, il consumatore ritiene più importante l’esperienza e la percezione del prodotto piuttosto che la sua funzionalità. La trasmissione di emozioni fa sì che un cliente fidelizzato, diventi spontaneamente un ambasciatore del brand.

Un esempio di efficacia del marketing emozionale è quello dell’ultima campagna marketing Coca-Cola. La campagna si propone di comunicare con gli utenti della rete servendosi di più canali social, trasmettendo valori emozionali, conversando coi propri consumatori con i quali ha un legame reale. “Quest’anno fai un regalo a chi rende speciale il tuo natale.”
E’ bene sapere che il marketing emozionale, risulta essere una strategia vincente anche per budget modesti, poiché capace di orientare le scelte di acquisto online, attraverso la comunicazione sui social media.
Fare shopping online significa liberarsi da ogni confine di offerta, luogo e tempo. Si ha la possibilità di accedere a cataloghi più ampi, navigare tra le centinaia schede di prodotto, avendo la possibilità di finalizzare un acquisto anche quando i negozi fisici sono tutti chiusi, quindi, di particolar importanza è la comodità di questa forma di consumo.
A questo proposito, è importante sviluppare una mobile strategy per i periodi dell’anno in cui si ha un picco degli acquisti, come quello delle festività natalizie, utilizzando tattiche utili come la geolocalizzazione per l’invio di notifiche push.

Isabella Ippolito

The Internet is a zoo

Che senso ha ottenere clic, se poi la permanenza su una pagina web non è sufficiente a permettere al messaggio di centrare il bersaglio di comunicazione desiderato ?
Proveremo a capire, per mezzo di questo post, quale sia la lunghezza ideale che dovrebbero avere i differenti contenuti per il web, e lo faremo grazie alle informazioni e ai consigli riportati da Maria Grazia Tecchia, content creator professionista con una smisurata passione per qualsiasi complemento tecnologico (smartphone, tablet, ecc.) e da me rielaborati.

Ci serviremo pure di una arguta infografica (visibile in basso), creata dal blog SumAll, e con l’ausilio degli utilissimi tool di Buffer.
In questa divertente infografica l’infinito mondo di internet, figura come uno zoo, popolato da diversi animali, ciascuno di essi con le proprie caratteristiche e dimensioni. Da questa prospettiva, ogni tipo di contenuto dovrebbe essere abbastanza lungo da poter trasmettere il messaggio. Ragion per cui, la lunghezza ideale non esiste: in un messaggio va usato il numero di parole giusto per trasmettere il senso con chiarezza.

Partiremo proprio dai testi postati sui social network, per capire qual è la lunghezza ideale per i diversi tipi di testi che è possibile incontrare sul web.

La lunghezza di un post su Twitter, Facebook e Google Plus.

Twitter: i post più corti di 100 caratteri hanno generalmente un riscontro maggiore del 17%.
Facebook: i post con soli 40 caratteri hanno l’86% di engagement (coinvolgimento) in più rispetto ai post più lunghi.
Big G: soli 60 caratteri, per coinvolgere il lettore e motivarlo a proseguire nella lettura.

La lunghezza ideale dei diversi paragrafi.

Per i paragrafi di apertura di un contenuto web devono presentarsi con font larghi e pochi caratteri per riga. È molto importante l’aspetto visivo, perché consente al lettore di leggere, focalizzare o di saltare da una riga all’altra, così da poter reperire le informazioni necessarie con praticità.

La lunghezza ideale del dominio.

Certamente i migliori nomi di dominio sono generalmente brevi, tali da poter essere ricordati facilmente, e che hanno estensione .com. È bene evitare l’utilizzo di trattini o troppi numeri. Da bandire assolutamente i domini formati solo da numeri.

La lunghezza ideale di un hashtag.

Gli hashtag sono degli elementi molto importanti nel mondo del web. Sono molto utili per ordinare ed etichettare i temi trattati, e consentono di reperire i diversi post su precisi argomenti. La lunghezza di un hashtag deve essere di 6 caratteri, non devono contenere spazi né contenere caratteri speciali, non devono iniziare con un numero e non possono contenere solo numeri. Attenzione agli slang ! Possono fa perdere efficacia al potere catalogatore dell’hashtag.

La lunghezza ideale dell’oggetto delle e-mail.

Le statistiche ci suggeriscono che l’oggetto della mail con un numero di caratteri compreso tra 28 e 39 in totale portano alla conseguente apertura del messaggio con una media di 12.2% di volte in più rispetto alle altre.

La lunghezza ideale del titolo di un post: quanti caratteri?

La lunghezza del titolo di un blog post conta molto in Rete: il tag title, di norma non dovrebbe superare i 57-58 caratteri, in altri casi verrà accorciato automaticamente o trinciato dai motori di ricerca. Google non perdona.

La lunghezza ideale del titolo di un post: quante parole?

Il numero di parole ideale per il titolo di un post è di 6. Perché, in un titolo, solo le prime tre e le ultime tre vengono tendenzialmente lette; quindi è bene focalizzarsi non solo sulla lunghezza del titolo ma anche sul numero di parole.

La lunghezza ideale per i post su LinkedIn.

Soltanto 16-25 parole per post, che aumentano a 21-25 quando ci si rivolge in particolare ai consumatori. Orientativamente, questo numero di parole, sembra abbiano maggiori riscontri e più condivisioni da parte degli utenti.

La lunghezza ideale per un articolo di blog.

L’infografica proposta fissa a 1.600 parole la lunghezza ideale. Il 74% dei post che ottengono maggior attenzione da parte dei lettori, vengono scritti in modo tale che, al fine di essere letti per intero, vengono impiegati meno di 3 minuti. Ma il 94% dei post più letti sono così lunghi, che necessitano 6 minuti per una lettura completa.

La lunghezza ideale di un video, e di un podcast.

In realtà come quella di You Tube, i video che rientrano nella top 50 della piattaforma durano in media 2 minuti e 54, come è riportato nella infografica qui acclusa. Per i podcast invece, è stato scientificamente provato da studi condotti in un college che, chi ascolta una lezione in media per 15-20 minuti l’attenzione da parte degli studenti per la lezione calerà drasticamente. Quindi la durata di un podcast deve essere di 22 minuti circa. Bisogna approfittare di questo lasso di tempo per concentrare il meglio di ciò che si vuole comunicare. 

Pierangelo Saia